"Il cerchio si chiude.Un nuovo terrore nasce nella morte, una nuova superstizione penetra nell'inespugnabile fortezza dell'eternità. Io sono diventato una leggenda"
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Il colera e il fronte dell’ultima guerra alla rassegna di storia contemporanea
L’appuntamento è per stasera (ore 21.30) presso la Chiesa dei Cancelli (in via Arsilli), con la presentazione dei libri “Società e colera nell’Italia del XIX secolo. L’epidemia di Ancona del 1865-67” di Andrea Pongetti e “Una città in guerra. Senigallia 1943-1944” di Gilberto Volpini.
Le due opere sono appena uscite presso l’editore milanese Codex. Il libro di Pongetti affronta, sulla base di una complessa trama documentaria, le vicende della terribile epidemia, con particolare riguardo alla Ancona del 1865-67; quello di Volpini ha ricostruito, sulla base di una lunga indagine presso gli archivi comunali, il delicato passaggio del fronte nella nostra città, pagina di storia ancora scarsamente conosciuta.
Si tratta di due opere differenti – ha ricordato il curatore della manifestazione - ma con alcuni tratti in comune: l’originalità del tema, pur inquadrandosi la prima nell’ambito della storia sociale e la seconda in quella politico-militare; l’identica collocazione editoriale, cioè all’interno della collana “Storia Italiana” dell’editore milanese Codex, diretta dallo stesso Severini; e l’essere nate entrambe all’interno del lavoro di dialogo e confronto promosso dal Comitato di Ancona dell’Istituto per la storia del Risorgimento, uno degli enti che, insieme al Centro presieduto da Luciano Di Marcelli, ha sponsorizzato la loro pubblicazione.
Presenta la serata Mauro Pierfederici, membro del Gruppo Cultura dell’ente promotore.
Mercoledì presentazione dei libri di Volpini e Andrea Pongetti
Il difficile ruolo di De Gasperi svelato alla rassegna di storia
Senigallia La quinta edizione della Rassegna di storia contemporanea, promossa dal locale Centro Mazziniano, si è aperta con la presentazione della ponderosa biografia “Alcide De Gasperi” scritta da Pier Luigi Ballini, studioso dell’Università di Firenze. Lo storico toscano – autore, come ha ricordato il curatore della manifestazione Marco Severini, di studi originali e rilevanti sul movimento cattolico, sulla storia politico-elettorale e sul secondo dopoguerra – ha firmato il terzo tomo di questo impegnativo progetto che si è articolato in tre volumi, ha coinvolto sei autori e si compone di complessive 1.884 pagine (editore Rubbettino).
Il professor Ballini ha esordito ricordando l’oblio che, da parte di politici, storici e intellettuali, è stato riservato a lungo verso il politico trentino; poi si è soffermato sui difficili obiettivi assunti da De Gasperi nella guida del Paese, in un momento delicatissimo come quello della ricostruzione post-bellica. Lo statista, che tra 1945 e 1953 formò ben otto governi (record tuttora imbattuto), offrì un contributo fondamentale alla costruzione della democrazia italiana, al processo riformatore, alla difesa del sistema parlamentare, alla scelta atlantica ed europeista e al rilancio dell’Italia sullo scenario internazionale. Con grande chiarezza il professor Ballini ha rapportato queste problematiche ad altre che sono apparse di grande attualità (la crisi economica, le conflittualità degli schieramenti politici, l’atteggiamento del Vaticano, etc.).
Erano presenti alla Sala del Trono diversi esponenti della vecchia Dc locale, amministratori pubblici, storici e studiosi di varia estrazione, cultori, turisti e numerosi cittadini. Una platea che ha animato un lungo dibattito con il relatore che, da parte sua, ha risposto davvero a tante domande: dalle origini sturziane e murriane nella formazione di De Gasperi al problema dell’unità politica dei cattolici, dai rapporti con le altre principali figure della politica italiana e internazionale fino al posto tuttora insuperato che il trentino ha lasciato nella storia italiana. Prossima tappa della Rassegna è prevista per mercoledì (ore 21.30, Chiesa dei Cancelli, in via Arsilli) con la presentazione dei libri “Una città in guerra” di Gilberto Volpini e “Società e colera nell’Italia del XIX secolo” di Andrea Pongetti.
cosi, credo, finisce per essere indimenticabile anche il piu semplice, persino fortuito incrociarsi della vita lungo le nostre strade: forse perche nulla va perso, nel bene e nel male, di cio che ci ha messo assieme, e trattenuto magari il poco che basta, a volte, per amare qualcosa di cio che incontri nell'andare e venire dell'esistenza, lo starvi un giorno o gli anni, dimenticandola e ritornandovi, con uno sguardo nuovo, ma non indifferente alla multiforme natura degli uomini, delle cose e dei giri del tempo.
continuando cosi, il sogno di volare.
non si puo sognare se l'oggetto del tuo sogno non sogna....
quando le donne intraprendono una strada sbagliata,gli uomini le seguono sempre a ruota
La tenerezza, la nostalgia
Il rimpianto, la poesia
Quante cose sei questa sera tu
Che sei lontano e non mi pensi più
Son malata ormai
Ma non m'importa di guarire sai
È il dolore più sublime
Quello che mi fa soffrire
Sempre, sempre
Quasi fino a diventare niente
Illudendomi di scegliere
Le parole di una scena che
È la stessa da
Sempre, sempre
Quasi fino a diventare niente
Solo amore se amore è
Questo buio a cui non ci si abitua mai
Questa luce nell'anima
Che nessuno può comprendere
All'infuori di te
Ti scrivo da una camera
Nella semi oscurità
Da qui posso commuovermi di nascosto al mondo
Al quale ormai mi sento estranea nel profondo
L'immenso e il suo contrario
Sono luoghi del mio cuore
E sei tu ora quel mare
Da cui mi lascio trasportare
Sempre, sempre
Quasi fino a diventare niente
Questo buio a cui non ci si abitua mai
Questa luce nell'anima
Che ancora splende
Sempre, sempre
Fino a farmi diventare niente
Fino a farmi diventare niente
Questa luce nell'anima
Che nessuno può comprendere
All'infuori di te
disperato,perche non guardi in faccia la realtà?
hai tenuto il piede in due staffe per cosi tanto tempo
oh,sei un tipo complicato,so che hai i tuoi buoni motivi,
ma le cose che ti piacciono,in qualche modo possono ferirti
Non puntare sulla regina di Quadri,ragazzo,
appena possibile,potrebbe fregarti
sai che la regina di Cuori è sempre la tua scommessa migliore
e ora,mi sembra che sul tuo tavolo siano appoggiate alcune bellissime carte
ma tu vuoi solo quelle che non puoi ottenere
disperato,non sei piu giovanissimo
il dolore e la fame ti stanno riportando a casa
e la liberta,ah la libertà,beh, è qualcosa di cui la gente parla
la tua prigione è camminare per questo mondo tutto solo
d'inverno non ti si gelano i piedi?
non nevicherà dal cielo e il sole non ribrillerà
è difficile distinguere la notte dal giorno
stai perdendo le tue emozioni piu forti
non è strano come i sentimenti a volte svaniscano tanto rapidamente?
disperato,perche non fissi in faccia la realtà?
smettila di difenderti,apri te steso verso gli altri
potrebbe piovere,ma su di te cè un arcobaleno
è meglio che tu lasci che qualcuno ti ami,lascia che qualcuno ti ami
è meglio che lasci che qualcuno ti ami prima che sia troppo tardi...
L'animo della donna è superficie,una membrana mobile e tempestosa sopra un'acqua bassa.L'animo dell'uomo invece è profondo,la sua corrente scorre in caverne sotterranee:la donna ne intuisce la forza,ma non la capisce.
Non so se Dio esiste, ma sarebbe meglio per la Sua reputazione se non esistesse.
Strappare manifesti dai muri è la sola compensazione, l'unico modo di protestare contro una società che ha perduto il gusto del cambiamento e delle trasformazioni favolose.
a volte succedono cose strane.
succede che vivi nel migliore dei mondi possibili, o almeno così credi.come giacomo il fatalista.
poi all'improvviso vedi tutto nero,ti appigli a tutto perchè quello che vedi ,che poi è sempre quello di prima, ti sembra tutto schifoso.
e ci sono dei lampi che ti fanno scoprire qualcosa di nuovo.
ma son solo dei lampi improvvisi,fulmini,perche la pioggia è quella di prima, e il Sole se c'è è solo coperto dalla pioggia, e al massimo forma un arcobaleno in cui emergono solo i colori piu tetri.
o almeno,tu riesci a vedere solo quelli.
e allora ti chiedi...ma la strada giusta è questa ? o è meglio apportare quella vecchia con qualche correzione ?
allora magari riprendi il tragitto che porta al vecchio mondo...spesso ti volti indietro,ti fermi,hai dubbi sul che fare...
magari un giorno tornerai sui tuoi passi,ma ora ti viene piu naturale di tornare indietro.
il vecchio mondo forse è peggiore,e lo rimpiangi solo perche lo conosci bene.
però la strada è comunque piu familiare,e allora perche non provarci?
in fondo a tornare al nuovo mondo si fa sempre in tempo.
e magari nel frattempo ne nascono di nuovi e piu invitanti.
comunque, quando torni a casa,portati dal viaggio intrapreso qualche ricordo,pure i piu brutti, ti torneranno utili,magari per non fare gli stessi errori.
e sopratutto mantieni i contatti con un amico,uno vero, che ti dica come vanno le cose dall'altra parte.
e tu fossi Dio, cosa faresti? Io sterminerei tutti, senza pensarci due volte. Io seminerei la morte, perchè la morte è tutto quello che la razza umana cerca e desidera. Il denaro è morte. Gli interventi di chirurgia plastica sono morte. La guerra è morte. L'amore sfrenato per il bello estetico è morte. Il consumismo è morte. I computer sono morte. La dittatura è morte, ma anche la democrazia è morte. Il pescivendolo è morte, ma anche il macellaio è morte. I mobili prefabbricati, le caramelle senza zucchero, le automobili, lo stipendio, le obbligazioni, il software, la fottuta benzina che spariamo nel serbatoio, i profilattici, i nostri vestiti, il riscaldamento autonomo, i calzini di cotone, il reality show, il vaccino dell'influenza. Nel produrre o nel consumare tutte queste cose, noi causiamo la morte di qualcuno. La nostra vita è improntata alla morte, ma l'amore ci depura. Vivifica. Porta in alto. Libera. Non c'è niente altro nel mondo. E non c'è niente altro nelle nostre misere esistenze.
MILANO, 5 luglio 2009 - Non si è mai corso il rischio di un'indigestione. Perchè a mettere medaglie al collo, non ci si stanca mai. Anche se gli avversari possono sembrare, o in alcuni casi lo sono davvero, non alla tua altezza. Poco importa. Perchè chiudiamo primi, perchè l'Italia è campione di Pescara. In Abruzzo, a due passi dalla città di L'Aquila ferita da un terremoto che sembra un tormento infinito, Team Italia archivia un'edizione da incorniciare dei Giochi del Mediterraneo. Primi nel medagliere, con 64 medaglie d'oro, 69 argenti, 49 bronzi (totale, 176 medaglie); e la Francia, seconda, è a distanza siderale. Molto meglio rispetto all'ultima volta, in Spagna, nel 2005 a Almeria, quando il bottino fu di 57 ori, 40 argenti, 56 bronzi: totale 153 medaglie. E quando dovemmo attendere l'ultima gara, nell'ultima giornata, grazie a un oro dal tennistavolo, per balzare al comando del medagliere. Quattro anni dopo, in casa nostra, l'Italia ha vinto i Giochi con 2 giorni di anticipo dalla cerimonia di chiusura. La sedicesima edizione è già un capitolo della lunga storia di questi Giochi, partiti nel 1951 da Alessandria d'Egitto. E da domani il comitato olimpico internazionale inizia a lavorare per Volos 2011, in Grecia.

tPALLANUOTO — L'azzurro e Rudic. Ovunque sia, comunque andrà, qualunque cosa sia in palio, è sempre un'alchimia che fa un certo effetto. A bordo vasca i destini del tecnico serbo e della Nazionale di pallanuoto si incrociano quando il compenso è di bronzo. Nel pomeriggio, a Pescara, per la finale che vale il terzo posto ai Giochi del Mediterraneo. L'Italia di Sandro Campagna, contro la Croazia di Ratko Rudic. E stavolta gli azzurri hanno voluto fare un bello scherzetto all'ex tecnico della nostra Nazionale: il Settebello si è aggiudicato la finalina 10-9 (1-2, 2-1, 3-3, 4-3), conquistando il bronzo. Decisivo in un finale nel quale non ci si è fatti mancare niente, nemmeno un temporale, il rigore di Gallo a 6 secondi dalla sirena dopo un errore dai 5 metri di Sukno. L'Italia di pallanuoto maschile non vinceva una medaglia dal 2003 (argento mondiale a Barcellona).

VOLLEY SENZA MURO — Mister Secolo non tradisce, anche se di fronte c'è il maestro Julio. C'è Lorenzo Bernardi sulla panchina dell'Italia di pallavolo maschile che vince il Mediterraneo. In finale gli azzurri stendono al tappeto la Spagna di Julio Velasco con il punteggio di 3-1. E' l'epilogo di un ottimo torneo per la pallavolo italiana: ieri era arrivato l'oro anche dalle donne di Barbolini, che si erano imposte 3-2 sulla Turchia.
JUDO — Due medaglie, per due terzi posti nell'ultima giornata dal judo. Nella categroria 70kg Erica Barbieri, e Lorenzo Bagnoli nei 90kg, hanno arricchito con due nuove medaglie il già ricco bottino dell'Italia.
BEGLI AMICI — Un ciclista della nazionale tunisina è sparito dopo aver derubato alcuni compagni, e di lui non si hanno più notizie. Lo scrive oggi il giornale di Tunisi Le Quotidien. L'atleta (del quale non sono state rese note le generalità), prima di abbandonare la squadra, si sarebbe impadronito di soldi e di altri oggetti di proprietà dei suoi compagni.
AUTOGRAFI — La vittoria del medagliere di Pescara 2009 rivivrà negli uffici di Carlo Freddi, sponsor tecnico della missione italiana. Tutto grazie alla giacca esibita nella cerimonia di apertura, autografata da tutti gli atleti andati sul podio. Le firme sono state raccolte al termine delle gare, a margine delle celebrazioni avvenute a Casa Italia. L'iniziativa ha già un precedente: a Pechino, negli ultimi Giochi olimpici.
Mario PagliaraLa seconda serata della V edizione della Rassegna di Storia Contemporanea 2009 organizzata dal Centro Mazziniano “Pensiero e Azione” di Senigallia, presenta, nell'inedita cornice della Chiesa dei Cancelli (mercoledì 8 luglio 2009, ore 21.30, ingresso libero), alla presenza degli autori, due volumi pubblicati proprio in questi giorni (entrambi dalla casa editrice milanese Codex) aventi come oggetto d'indagine la storia locale.
Si tratta di Una città in guerra. Senigallia 1943-1944 di Gilberto Volpini e Società e colera nell'Italia del XIX secolo. L'epidemia di Ancona del 1865-67 di Andrea Pongetti.
Il volume di Volpini (tra i suoi scritti da ricordare almeno Scapezzano. Storia di una comunità, 2000) tratta il passaggio del fronte a Senigallia durante la seconda guerra mondiale culminato con la battaglia del Cesano (9 agosto 1944) nella quale le truppe tedesche in ripiegamento verso la linea Gotica furono sconfitte dal 2° Corpo d'armata polacco.
“L'arrivo della guerra”, spiega Volpini nel proprio volume, “mutò radicalmente la vita cittadina sul piano politico, sociale e militare: la questione dei profughi, la carenza di approvvigionamento e la penuria di generi alimentari, unite alla occupazione tedesca, alla condizione della comunità ebraica locale e all'attività antifascista e resistenziale, fecero sentire in maniera pressante la propria morsa”.
Alcuni documenti rinvenuti nell'Archivio storico comunale gettano inoltre nuova luce sulla presenza presso la Colonia Unes di internati ebrei e slavi, questione che ha animato di recente un vivace confronto tra studiosi, politici e amministratori ed è stata ripresa dalla stampa locale e nazionale.
Un libro dunque che pur gettando uno sguardo su eventi passati è più che mai attuale e fornisce un contributo importante allo studio della storia locale.
Società e colera nell'Italia del XIX secolo. L'epidemia di Ancona del 1865-67 di Andrea Pongetti (Giuseppe Chiostergi sul fronte francese, in Le Marche e la Grande Guerra, 2008) concentra invece la propria attenzione sulle epidemie di colera ottocentesche, con particolare attenzione per quella di Ancona, diffusasi poi su tutta la provincia, del periodo 1865-67.
Il testo ha preso spunto da una tesi di laurea in storia sociale (Università di Bologna, 2006), pur sensibilmente riveduta ed aggiornata.
Si tratta di un volume che analizza il fenomeno colera ottocentesco principalmente dal punto di vista sociale, tentando di indagare gli aspetti emotivi, comportamentali, familiari in presenza della malattia.
“L'Italia del XIX secolo fu segnata da numerose epidemie”, spiega l'autore, “ma quelle di colera furono senz'altro le più rilevanti non solo per l'impressionante tasso di mortalità mostrato, ma anche per l'interesse senza precedenti che suscitarono presso politici, amministratori, medici, intellettuali. Il colera, in precedenza sconosciuto, si presentò come strettamente legato alle condizioni economiche ed igieniche della popolazione, e la sua gravità risultò in evidente correlazione con le arretratezze che in tali aspetti specialmente le masse urbane mostravano, nonché con le inadeguate risposte generalmente fornite dagli amministratori locali e dalla classe medica”.
Mauro Pierfederici (Gruppo Cultura Centro Mazziniano) introdurrà i due volumi e farà da moderatore al dibattito, che, nelle intenzioni degli organizzatori della rassegna e del curatore della stessa Prof. Marco Severini (Università di Macerata), “potrà essere aperto e continuo con la possibilità del pubblico intervenuto di interagire con gli autori e porre loro domande e problematiche”.
Sarà anche possibile acquistare, grazie alla presenza della libreria Edicolè, i due volumi, che sono rispettivamente il terzo ed il quarto della collana Storia Italiana di Codex Edizioni.
Il prezzo è di 14 euro per il testo di Volpini e di 12 per quello di Pongetti.
Al sito della casa editrice Codex (http://www.saggistica.info/
dancing days (p.morando)****
La piuma e la montagna (f.barilli, s.sinigaglia)****
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imprint (t.miike)***
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L'epidemia di Ancona del 1865-67
Autore: Andrea Pongetti
Prima edizione: 06/2009
Edizione corrente: 06/2009
EAN-ISBN: 9788890387531
Pagine: 114
Rilegatura: Filo refe
Dimensioni: 15x21 cm
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
Collana: Storia Italiana, n.4
Argomento: Storia, Storia contemporanea, Storia italiana, Storia locale
Descrizione
Il XIX secolo fu segnato da numerose e drammatiche epidemie che colpirono un po' tutta Europa, Italia compresa.
Tra queste, quelle di colera furono senz'altro le più rilevanti non solo per l'impressionante tasso di mortalità mostrato, ma anche per l'interesse senza precedenti che suscitarono presso politici, amministratori, medici, intellettuali.
Questo libro analizza l'impatto sociale che il colera, malattia nuova e strettamente legata alle condizioni economiche ed igieniche della popolazione, ebbe sulla società italiana ottocentesca.
In particolare, l'attenzione è rivolta al caso specifico di Ancona, che poco dopo essere entrata a far parte del Regno d'Italia, tra il 1865 ed il 1867, fu vittima di una drammatica epidemia, la cui gravità risultò in evidente correlazione con le arretrate condizioni igieniche, sanitarie e culturali delle masse urbane nonché con le inadeguate risposte generalmente fornite dagli amministratori locali e dalla classe medica.
Indice
Introduzione
1. Gli studi sul colera in Italia
2. La lunga marcia del colera
2.1. Dal Gange all'Europa
2.2. L'epidemia del 1835-37 negli Stati italiani
3. Il colera "italiano" del 1865-67: la grave epidemia di Ancona
3.1. La città dopo l'Unità
3.2. Le condizioni sanitarie
3.3. L'epidemia del 1865
3.4. Il ritorno del colera nel 1866-67: una risposta diversa
3.5. La gente di fronte all'epidemia
3.6. Combattere la malattia: i soccorsi e il medico Girolamo Orsi
Appendice
Indice analitico
L'autore
Note biografiche
Andrea Pongetti (Senigallia, 1979) è membro del Comitato Provinciale di Ancona dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.
Laureatosi in Storia presso l'Università degli Studi di Bologna (2006), lavora da circa tre anni come giornalista freelance presso testate on-line e cartacee, tra le quali "Il Resto del Carlino", occupandosi prevalentemente di cronaca e sport.
Da sempre appassionato di storia e cultura del territorio anconetano, ha collaborato al volume "Le Marche e la Grande Guerra (1915-1918)", pubblicato nel 2008, con il saggio "Giuseppe Chiostergi sul fronte francese".
Questo è il suo primo libro.
Estratto
1. Gli studi sul colera in Italia
Fin dalla sua prima comparsa in Italia, nel 1835, il colera ispirò una grande quantità di studi, a testimonianza dell'impatto che il morbo, nuovo, sconosciuto e misterioso, ebbe su ogni ceto e classe sociale.
Non si trattò infatti solamente di opere a carattere scientifico e divulgativo di medici e studiosi ma anche di una gran mole di trattati, memorie, diari, relazioni e saggi.
A distanza di anni, del colera si continua a parlare sotto diverse angolature, ed il tema è più che mai attuale.
Da questo punto di vista, anche gli storici non hanno mancato di porre attenzione al fenomeno e, soprattutto dagli anni ottanta del secolo appena trascorso, si sono segnalate opere rivelatesi utili a fornirne un quadro globale, di volta in volta ponendo in maggiore evidenza gli aspetti sociali, quelli politici, comportamentali, economici.
Tra i lavori di maggiore rilievo vi è "Le epidemie nella storia demografica italiana (secoli XIV-XIX)", volume realizzato da Lorenzo Del Panta nel 1980 che analizza l'influenza e l'impatto demografico delle gravi epidemie succedutesi sul territorio italiano a partire dal XIV secolo fino al XIX: un discorso in cui entra di conseguenza anche il colera, i cui dati statistici hanno il pregio di unificare quelli rilevati dagli "Annali" di Corradi, dalle opere del chirurgo toscano Pietro Betti e dalle indagini compiute dalla Direzione generale di statistica.
Del Panta, con approccio statistico-demografico, studia le crisi di mortalità derivanti dalle grandi epidemie: le molteplici difficoltà causate dalla frequente mancanza di dati annuali dei decessi e la presenza di altri inattendibili o contrastanti tra loro, nonché l'ampia schiera di variabili, comportano inevitabili semplificazioni ma il libro fornisce un quadro complessivo del fenomeno in campo nazionale.
L'autore cerca di legare gli aspetti sociali, politici, economici e biologici compiendo una ricerca principalmente quantitativa che permetta la rilevazione di dati il più possibile veritieri sull'impatto e le conseguenze delle malattie, influenzate dalle reazioni della gente e degli amministratori, dall'incidenza della crisi per classi di età, genere, gruppi di persone e ceti sociali, dalle differenze geografiche e dalla capacità di recupero dei soggetti sopravvissuti.
Coprono circa un ventennio invece i rilevanti contributi, specialmente per quanto riguarda l'analisi sociale del fenomeno colera, di Paolo Sorcinelli.
"Nuove epidemie antiche paure. Uomini e colera nell'Ottocento" e "Uomini ed epidemie nel primo Ottocento: comportamenti, reazioni e paure nello Stato pontificio" si concentrano specificatamente sulle epidemie di colera ottocentesche utilizzando principalmente fonti di archivi privati e parrocchiali in buona parte marchigiani, soprattutto delle province di Ancona e Pesaro.
Sorcinelli, storico sociale, pone la propria attenzione in primo luogo sulle reazioni popolari, analizzando gli atteggiamenti emotivi in presenza della malattia (in rapporto alla religione, alla morte, alle strategie familiari e ai comportamenti sessuali) e indagando l'ampia gamma di rimedi utilizzati dalle masse, urbane e rurali.
Dai suoi lavori emergono i dubbi, le paure, i gesti della gente, a volte incerti tra coraggio e spavento, altre ingovernabili, irrazionali, comunque tipici del porsi di fronte allo sconosciuto, al non spiegabile.
"Regimi alimentari, condizioni igieniche, epidemie nelle Marche dell'Ottocento", pur non trattando distintamente il colera ma in generale tutte le epidemie del XIX secolo marchigiano (febbri malariche, tubercolosi, difterite, tifo petecchiale, vaiolo, ecc.), si concentra maggiormente sulle cause delle malattie, evidenziando l'incidenza sulla mortalità complessiva delle masse urbane e rurali rispetto ai ceti abbienti del centro città e delle campagne.
Attraverso l'utilizzo di numerosi bollettini sanitari, Sorcinelli dimostra la maggiore rilevanza di alcune malattie epidemiche in taluni rioni rispetto ad altri, così come la mancanza in questi luoghi di adeguati impianti di fognatura ed acquedotti e l'insalubrità di cibi ed abitazioni: in tal modo collega mortalità epidemica e condizioni di vita e queste ultime al sistema economico in voga, basato su un ampio sfruttamento del lavoro operaio e contadino, con conseguenti gravi carenze dal punto di vista igienico ed alimentare.
L'obiettivo è, come dimostra ancora più chiaramente in "Miseria e malattie nel XIX secolo. I ceti popolari dell'Italia centrale fra tifo petecchiale e pellagra", evidenziare i danni patiti dalle masse urbane e rurali per effetto dell'aumento produttivo nell'agricoltura e del decollo industriale, criticando l'analisi storica precedente che raramente ha studiato le conseguenze sociali di tali cambiamenti tecnologici.
Quest'ottica ha il merito di porre attenzione sulle effettive conseguenze economiche pagate dalla popolazione in seguito allo sviluppo economico che, pur lento e ritardato, interessò anche il territorio marchigiano nel corso del XIX secolo.
Negli anni ottanta viene pubblicato il libro di Paolo Preto, "Epidemia, paura e politica nell'Italia moderna" che, compiendo un'analisi sociale dei comportamenti in tempo di epidemia ed utilizzando fonti che spaziano dai romanzi ai giornali, dai pamphlets agli atti, processi, archivi privati, giudiziari e parrocchiali etc., intravede nella paura (di complotti, di unzioni, di avvelenamenti, di morte) il legame conduttore delle invasioni epidemiche in Italia.
Preto così rileva come anche nell'Ottocento, nonostante l'influsso del pensiero illuminista settecentesco, il timore popolare del colera non fosse minore e più controllato rispetto a quello atavico, e assai studiato ancora oggi, della peste.
L'autore non solo fornisce un valido contributo allo studio delle reazioni popolari - muovendosi sulla scia dei lavori compiuti da Sorcinelli - ma indaga anche sui rapporti tra politica e malattia e su come durante le lotte risorgimentali, prima, e sotto il Regno d'Italia, poi, il terrore popolare per la diffusione del colera fosse strumentalizzato a fini politici.
Preto porta come testimonianza una miriade di esempi, citando fatti svoltisi principalmente nel Mezzogiorno (ma non solo) che videro coinvolti i gruppi conservatori e quelli liberali, senza dimenticare le strumentalizzazioni in funzione antisabauda da parte di resistenti borbonici all'indomani dell'Unità.
L'autore evidenzia la continuità di queste reazioni lungo tutto il secolo, rilevando una netta discrepanza tra i progressi nel campo della medicina ed i miglioramenti igienici e curativi compiuti, pur a lenti passi, nel corso dei decenni, e l'assenza di sostanziali variazioni nelle reazioni popolari, ancora dominate da convinzioni e pregiudizi secolari (come la credenza nel "colera veleno", usato secondo alcune frange popolari dai ricchi per sterminare le classi povere troppo accresciute di numero).
L'importante opera di Giorgio Cosmacini, "Storia della medicina e della sanità in Italia. Dalla peste europea alla guerra mondiale. 1348-1918", concentra la propria attenzione non tanto sulle reazioni popolari quanto sul percorso compiuto dalla medicina italiana e dalle sue strutture in rapporto sia al dispiegarsi delle malattie sia alle scoperte in campo internazionale.
Benché sia uno storico della medicina, l'autore non considera salute e malattia come eventi semplicemente biologici ma pure sociali.
Con una prospettiva che è la medesima di questo volume, Cosmacini ricorda che studiare una malattia non significa solo ricostruire le scoperte medico-scientifiche riferite ad essa ma anche osservare e spiegare le relazioni che la legano alla società, alla cultura del popolo, alle mentalità, alle tecnologie, alle istituzioni.
L'autore cerca, di conseguenza, di mediare tra opere troppo sbilanciate nell'analisi medico-biologica, col rischio di disgiungere la medicina dal resto della società come se ne fosse autonoma, e le interpretazioni che privilegiano esageratamente l'analisi economica-sociale di un'epidemia.
Specialmente nella sezione del volume riservata al colera, il libro di Cosmacini si rivela fondamentale per lo studio del lungo, e a tratti anche dialetticamente duro, dibattito nazionale tra scuole mediche ("epidemisti"-"contagionisti", "rosoriani"-"brownisti") e nell'attenzione al rivoluzionario processo che, pur lentamente, quantomeno in Italia, consentì nella seconda metà dell'Ottocento il passaggio da una medicina descrittiva e ancora influenzata da ingerenze spiritualiste e metafisiche ad una che cominciava a sposare con decisione il metodo sperimentale.
Gli ultimi anni hanno fatto registrare l'uscita di un nuovo importante contributo che si è dimostrato utile per aggiornare gli studi sul colera in campo nazionale.
Il libro di Eugenia Tognotti "Il mostro asiatico. Storia del colera in Italia" fornisce un quadro completo, anche statisticamente, delle sette pandemie di colera italiane succedutesi nel XIX secolo, inserendosi nel filone di indagine compiuto precedentemente da storici come Anna Lucia Forti Messina.
Attraverso l'analisi di un'ampia quantità di fonti (memorie, atti parlamentari, quadri statistici, documenti di sanità pubblica e ministeriali, trattati medici, etc.) e con attenzione particolare alla grave epidemia di Sassari del 1855, Tognotti riassume minuziosamente quasi cento anni di infezioni coleriche sul suolo nazionale, richiamando alla memoria il lungo viaggio compiuto dalla malattia dalla fuoriuscita dalle regioni indiane, nel 1817, fino all'epidemia del 1893, l'ultima a colpire l'Italia nell'Ottocento, anche se non l'ultima in assoluto (ve ne fu una localizzata anche nel 1910-11).
Inoltre si sofferma sul lungo dibattito medico-politico tra "epidemisti" e "contagionisti", che divise il mondo medico alla prima comparsa del morbo, e sui rimedi curativi utilizzati dalle due scuole, spesso in forte contrasto tra loro.
Ancora, Tognotti analizza le conseguenze economiche e sociali delle epidemie coleriche, tracciando una relazione tra le politiche commerciali e amministrative degli Stati preunitari prima, e dell'Italia poi, e le precauzioni prese in tempo di contagio; inoltre indaga - sulla scia dei lavori di Preto e Sorcinelli - la molteplicità di reazioni e comportamenti di massa.
L'autore, con un'impostazione qui condivisa, intravede nei primi anni del secondo Ottocento una timida svolta nella comprensione della malattia, sia da parte del mondo medico sia da parte dello Stato, che una volta unificato cercò, senza troppa convinzione, di arrestare con misure cautelative la continua diffusione delle diverse malattie epidemiche.
Su questo punto l'autrice insiste particolarmente, mettendo in risalto il ruolo di stimolo svolto dal colera ai fini di un dibattito sull'arretratezza igienica-sanitaria del paese, confronto da cui sarebbero emersi, soprattutto negli ultimi anni del secolo, importanti cambiamenti nell'organizzazione sanitaria nazionale.
Gli studi citati rappresentano solo una parte dei molteplici compiuti in Italia, ma appaiono come quelli più completi ed in grado di fornire un quadro il più possibile equilibrato e credibile sulle epidemie che colpirono la penisola.
Diverso è il giudizio per un'altra opera che negli anni ha contribuito notevolmente ad alimentare il dibattito storico, quella di William McNeill "La peste nella storia. Epidemie, morbi e contagio dall'antichità all'età contemporanea".
L'opera si propone di studiare ed approfondire l'influenza delle grandi epidemie sui più importanti eventi storici, mostrandone la capacità di deformarli ed incanalarli su binari imprevedibili.
Criticando con fermezza la carenza di attenzioni che gli storici hanno dedicato a tali tematiche, specialmente prima dell'Ottocento, McNeill inserisce il succedersi delle epidemie infettive nell'ambito dell'interpretazione dei fatti storici, spiegando col loro intervento (specie quando queste agivano su popolazioni prive di immunità e conseguentemente colpite da una mortalità più elevata) eventi del passato apparentemente non giustificabili.
Quella di McNeill sembra, come gli è stato più volte rimproverato, una storia del «microbo senza l'uomo», in cui i flagelli epidemici appaiono determinare fin troppo eventi storici antichi e recenti, senza che l'autore riesca poi a fornire prove che vadano oltre semplici congetture, più volte forzate.
Si tratta, tuttavia, proprio per questi aspetti, nonché per uno studio che ha come oggetto la storia della malattia in buona parte dell'Europa, di un'opera rivoluzionaria e che in tal senso ha avuto il merito di fare uscire il dibattito attorno al colera dai binari localistici.
Al di là di pregi, critiche ed imprecisioni, la discreta quantità di studi apparsi negli ultimi anni dimostra come il colera, pur essendo una malattia ormai scomparsa da decenni nei paesi sviluppati, continui ancora a raccogliere interesse fra storici e studiosi di varia formazione, con pubblicazioni che analizzano il fenomeno dando rilievo di volta in volta ad aspetti diversi o cercando, come nel caso del lavoro di Tognotti, di fornire un'interpretazione il più possibile completa ed approfondita, anche a livello statistico.
In questo quadro intende inserirsi questo contributo che ha l'obiettivo di studiare, specificatamente per il caso di Ancona, i vari aspetti della malattia, con una netta rilevanza comunque, rispetto a quelli biologici, per quelli economici, comportamentali, emotivi, in modo da comprendere attraverso la conoscenza dell'epidemia anconetana alcune caratteristiche della società cittadina dell'epoca.
Rassegna di storia contemporanea: presentata l'edizione 2009
Quest’anno la Rassegna verrà inaugurata, il prossimo 1° luglio (ore 21.30), con un appuntamento di indubbia rilevanza: la presentazione dell’opera Alcide De Gasperi. "Dalla democrazia alla nostra patria Europa" di Pier Luigi Ballini, storico di fama italiana ed europea, opera che è stata presentata in Parlamento, lo scorso 28 maggio, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Seguiranno altre due serate, l’8 luglio (alla Chiesa dei Cancelli) e il 15 presso la Sala delle Conferenze della Biblioteca “Antonelliana”, con appuntamento sempre alle 21.30, nel corso delle quali verranno presentati altri tre libri. Gli organizzatori hanno presentato questa quinta edizione venerdì scorso presso la sede del Centro Mazziniano.
Il presidente dell’ente, Luciano Di Marcelli, ha sottolineato la crescente importanza che la manifestazione ha assunto nel tempo, l’apertura verso storici di diversa scuola e generazione e la scelta di ricerche originali, di ambito sia periferico che nazionale. Il curatore, prof. Marco Severini (Università di Macerata), ha ricordato le novità dell’edizione 2009: le sedi itineranti, sempre nel centro storico cittadino; la dimensione dialogica degli incontri, maggiormente incentrati cioè sul confronto tra autore e pubblico; la possibilità di acquistare fin dai giorni precedenti la manifestazione, oltre che nel corso delle tre serate, i libri proposti, prenotandoli nelle librerie senigalliesi. Mauro Pierfederici, membro del Gruppo Cultura che, coordinato dall’avv. Stefano Mengucci, seleziona i libri di storia, ha infine ricordato il grosso sforzo logistico e culturale posto in essere, evidenziando come l’evento culturale sia cresciuto nel tempo, proponendosi ad un pubblico ampio e variegato.
TUTTI UNITI nel ricordo dell'indimenticabile Ciro, ma anche nella lotta contro la terribile Sla, che continua a mietere vittime tra ex calciatori più o meno famosi. E' questo l'obiettivo della serata di stasera, che allo stadio Bianchelli, dalle ore 21, vedrà in campo giocatori ed ex calciatori, riuniti a Senigallia dall'Associazione Sportiva Football '93, organizzatrice dell'evento che ha anche il patrocinio dell'amministrazione. La serata è il clou del I° memorial Ciro D'Amico, che proprio i suoi ex soci del Football '93 hanno ideato: un modo per ricordare, a poco più di un anno dalla scomparsa per l'improvvisa degenerazione di quella che inizialmente sembrava solo una banale infezione Enzio (ma per tutti è sempre stato soltanto “Ciro”), indimenticato giocatore di tante squadre marchigiane degli anni '70 e '80, dalla Vigor Senigallia, città nella quale da anni si era stabilito con la propria famiglia ed era conosciuto da tutti, ad Ancona e Fano, dove ha lasciato ricordi indelebili. In campo scenderanno, nel ricordo dell'ex giocatore, ma anche per raccogliere fondi contro la Sla (sclerosi lateriale amiotrofica, popolarmente conosciuta come morbo di Lou Gehrig), “tremenda malattia non ancora sconfitta”, come affermano gli organizzatori, “ma con notevoli traguardi raggiunti grazie appunto a partite come quella odierna”, giocatori come l'attuale capitano della Triestina (serie B), Riccardo Allegretti, o l'ex dorico (nell'ultima stagione alla Cremonese) Emanuele Pesaresi. Ma non mancheranno ex atleti ben noti agli appassionati marchigiani, che con D'Amico hanno condiviso tante battaglie in campo: tra questi, celebri ex giocatori di Fano, Ancona e Vigor come Ballardini, Cornacchini, Fontana, Garlini, Zandegù, Di Iorio, Del Pelo; ma anche personaggi dello spettacolo, come Felice Centofanti, che dopo essere stato famoso calciatore di Ancona e Inter, è poi diventato inviato di Striscia la notizia, o l'ex Cervia, poi tronista di Uomini e donne Emanuele Morelli, oltre a Roberto, il celebre “Baffo da Crema”. Il prezzo d'ingresso alla serata, condotta da Luca Pagliari, sarà di soli 5 euro e andrà interamente all'associazione italiana che lotta contro la Sla, così come il ricavato di un'asta di beneficenza organizzata dal campione del mondo Massimo Oddo.
Resto del Carlino
PRESENTATA IERI la quinta edizione della Rassegna di Storia contemporanea, un appuntamento fisso dell'estate senigalliese, non solo mare e divertimento ma anche cultura. La rassegna, organizzata dal locale Centro Mazziniano “Pensiero e Azione” infatti mostra da qualche anno un successo crescente per via di una formula che si sta rivelando vincente e che nei tre appuntamenti previsti per il mese di luglio (1°, 8 e 15, sempre alle ore 21.30) si ripresenterà con l'aggiunta di qualche novità. La più importante è il cambiamento di sede, che diventa itinerante toccando luoghi simbolo del centro cittadino. Nello specifico, l'appuntamento di debutto del 1° luglio si svolgerà a Palazzo Del Duca, e vedrà la presentazione del volume “Alcide De Gasperi: dalla democrazia alla nostra patria Europa”, di Pier Luigi Ballini, che sarà presente in sala e dialogherà col pubblico, in linea con la volontà degli organizzatori di coinvolgere il più possibile i presenti, liberi di interagire con l'autore stesso. Nel secondo appuntamento (Chiesa dei Cancelli, mercoledì 8 luglio) l'attenzione sarà spostata sulla storia locale con la presentazione dei volumi di imminente uscita di Gilberto Volpini ed Andrea Pongetti (anche collaboratore del Carlino). Chiuderà il 15 luglio, alla Biblioteca Antonelliana, “Fiori nei cannoni. Non violenza e antimilitarismo nell'Italia del Novecento” di Amoreno Martellini.
assegna di storia contemporanea a Senigallia
La sede della Rassegna sarà quest’anno itinerante: la prima serata, introdotta come al solito dal presidente del Centro Luciano Di Marcelli, si svolgerà nella Sala del Trono, in piazza del Duca, di fronte alla Rocca roveresca; la seconda presso la Chiesa dei Cancelli, in via Arsilli, a pochi passi dalla centrale piazza del Duomo; la terza nella Sala delle Conferenze della Biblioteca “Antonelliana”. In secondo luogo, gli organizzatori hanno deciso di valorizzare il momento del confronto tra autore e pubblico e dunque proporranno una maggiore dimensione dialogica alla serata che sarà coordinata da un moderatore scelto in seno al Gruppo Cultura del Centro che ogni anno pianifica l’iniziativa.
Infine, sarà possibile acquistare fin dai giorni precedenti la manifestazione, oltre che nel corso delle tre serate, i libri che verranno proposti al folto e qualificato pubblico, prenotandoli nelle librerie senigalliesi e, in particolare, presso la Libreria Edicolé, in via Portici Ercolani, che cura il servizio di book-shop della Rassegna La Rassegna sarà aperta, appunto il prossimo 1° luglio, dalla presentazione del terzo tomo della biografia di Alcide De Gasperi. "Dalla democrazia alla nostra patria Europa" (Rubbettino, 2009, pp. 722) scritta da Pier Luigi Ballini (Università di Firenze) che è stata presentata in prima nazionale il 28 maggio a Roma alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Alla serata sarà presente l’autore che è uno dei maggiori contemporaneisti italiani, autore di brillanti saggi sul movimento cattolico, sulla storia elettorale italiana e sul primo periodo dell’Italia repubblicana e democratica. L’8 luglio la Rassegna ospiterà due libri di storia locale, freschi di stampa in quanto usciti nel giugno 2009: Una città in guerra di Gilberto Volpini, dedicato al passaggio del fronte nella seconda guerra mondiale a Senigallia, e L’epidemia di colera nell’Ottocento di Andrea Pongetti, che indaga invece le origini e la diffusione del terribile fenomeno epidemico, con particolare attenzione al contesto marchigiano. Gli autori sono entrambi membri del Comitato provinciale di Ancona dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano e si sono segnalati per interessanti relazioni svolte al convegno, tenutosi il 17-18 ottobre, su Le Marche e la Grande guerra, i cui atti curati da G. Piccinini sono stati presentati a più riprese nelle principali località marchigiane tra la fine dell’anno scorso e i primi mesi di questo.
I due libri, inoltre, escono all’interno della collana “Storia Italiana” diretta da Marco Severini per l’editore Codex di Milano. Infine, il 15 luglio verrà presentato, sempre alla presenza dell’autore, Fiori nei cannoni. Nonviolenza e antimilitarismo nell’Italia del Novecento (Donzelli 2006, finalista premio Acqui-storia), di Amoreno Martellini (Università di Urbino), un libro che ha avuto un buon successo editoriale ed ha colmato un importante vuoto storiografico. Anche quest’anno la Rassegna propone temi non solo interessanti, ma pure strettamente legati all’attualità. Un modo significativo per coinvolgere nella lettura e nella discussione di un libro di storia un pubblico variegato e differente.
roadsinger (c.stevens)***
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a three full of secret 3 (pink floyd)***
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is there anibody out there? (pink floyd)***
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wind and wuthering (genesis)**
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101 love songs vol. 1 (a.v.)***
101 love songs vol. 2 (a.v.)**
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an escape from a box (circus 2000)***
nursery crime (genesis)***
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canti d'innocenza, canti d'esperienza (ibis)***
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|
NOME |
RUOLO |
ANNO NASC. |
ETA' |
GOL |
GIALLI |
ROSSI |
GIORN.SQ. |
MINUTI TOTALI |
PRESENZE TOT. |
CUPRENSE |
VIS MACERATA |
CINGOLANA |
FERMIGNANESE |
FOSSOMBRONE |
PIANO S.LAZZARO |
CASTELFRETTESE |
URBINO |
JESINA |
URBANIA |
MONTEGRANARO |
MONTURANESE |
CAGLIESE |
CIVITANOVESE |
OSIMANA |
B.N.CHIARAVALLE |
F.FABRIANO |
CUPRENSE |
VIS MACERATA |
CINGOLANA |
FERMIGNANESE |
FOSSOMBRONE |
PIANO S.LAZZARO |
CASTELFRETTESE |
URBINO |
JESINA |
URBANIA |
MONTEGRANARO |
MONTURANESE |
CAGLIESE |
CIVITANOVESE |
OSIMANA |
B.N.CHIARAVALLE |
F.FABRIANO |
URBANIA |
CUPRENSE |
CUPRENSE |
ESCE |
ENTRA |
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|
|
|
|
|
## |
35 |
77 |
10 |
23 |
3254 |
N. |
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
6 |
7 |
8 |
9 |
10 |
11 |
12 |
13 |
14 |
15 |
16 |
17 |
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
6 |
7 |
8 |
9 |
10 |
11 |
12 |
13 |
14 |
15 |
16 |
17 |
SP. |
OUT |
OUT |
|
|
|
1 |
MONTANARI RODOLFO |
C |
83 |
26 |
1 |
8 |
1 |
3 |
2845 |
32 |
94 |
90 |
92 |
97 |
95 |
91 |
95 |
96 |
96 |
92 |
90 |
SQ |
94 |
93 |
91 |
98 |
93 |
94 |
54 |
SQ |
90 |
94 |
95 |
SQ |
90 |
90 |
90 |
90 |
97 |
90 |
96 |
93 |
95 |
90 |
98 |
|
|
|
|
|
2 |
GUERRA MATTEO |
C |
88 |
21 |
1 |
8 |
|
2 |
2821 |
32 |
94 |
90 |
92 |
91 |
95 |
91 |
86 |
96 |
96 |
92 |
90 |
SQ |
94 |
78 |
91 |
98 |
93 |
94 |
91 |
94 |
90 |
94 |
95 |
55 |
|
90 |
90 |
SQ |
97 |
90 |
96 |
93 |
95 |
90 |
98 |
|
|
4 |
|
|
3 |
POLVERARI MIRKO |
A |
75 |
34 |
6 |
2 |
|
|
2809 |
34 |
94 |
90 |
92 |
89 |
95 |
91 |
95 |
96 |
96 |
92 |
84 |
90 |
94 |
93 |
91 |
71 |
13 |
87 |
91 |
46 |
90 |
94 |
95 |
|
9 |
90 |
90 |
90 |
97 |
90 |
96 |
93 |
95 |
90 |
98 |
|
|
5 |
2 |
|
4 |
SAVELLI FRANCESCO |
C |
85 |
24 |
4 |
6 |
1 |
2 |
2687 |
32 |
94 |
90 |
92 |
97 |
95 |
85 |
95 |
96 |
78 |
92 |
90 |
90 |
84 |
93 |
76 |
SQ |
92 |
SQ |
81 |
|
80 |
94 |
95 |
90 |
90 |
73 |
63 |
90 |
97 |
85 |
96 |
93 |
71 |
50 |
92 |
|
|
12 |
|
|
5 |
SANTARELLI MARCO |
D |
86 |
23 |
|
4 |
2 |
3 |
2586 |
31 |
94 |
90 |
92 |
97 |
95 |
91 |
95 |
96 |
96 |
58 |
SQ. |
90 |
94 |
93 |
91 |
98 |
45 |
SQ |
91 |
94 |
90 |
90 |
95 |
90 |
90 |
7 |
66 |
90 |
N.E. |
90 |
SQ |
93 |
95 |
90 |
79 |
|
|
3 |
1 |
|
6 |
PETRINI LUIGI |
P |
89 |
20 |
|
1 |
|
|
2548 |
29 |
N.E. |
|
92 |
97 |
95 |
91 |
95 |
96 |
96 |
92 |
90 |
90 |
94 |
93 |
91 |
98 |
93 |
94 |
91 |
|
90 |
94 |
95 |
30 |
|
|
|
90 |
97 |
90 |
96 |
93 |
95 |
90 |
98 |
|
|
1 |
|
|
7 |
ROSI ALESSANDRO |
D |
90 |
19 |
|
5 |
|
1 |
2416 |
28 |
26 |
|
92 |
97 |
95 |
91 |
95 |
96 |
96 |
78 |
90 |
90 |
94 |
93 |
91 |
N.E. |
|
94 |
|
94 |
90 |
94 |
85 |
|
|
90 |
90 |
90 |
97 |
90 |
SQ |
93 |
95 |
90 |
98 |
|
|
3 |
|
|
8 |
CAMILLETTI MIRCO |
A |
79 |
30 |
7 |
2 |
|
|
2329 |
28 |
94 |
71 |
92 |
97 |
95 |
91 |
|
96 |
96 |
92 |
90 |
90 |
N.E. |
93 |
91 |
98 |
93 |
94 |
42 |
94 |
90 |
73 |
26 |
90 |
90 |
83 |
|
86 |
78 |
|
36 |
68 |
|
|
|
|
|
6 |
3 |
|
9 |
DE FILIPPI UMBERTO |
C |
74 |
35 |
|
7 |
1 |
2 |
1951 |
24 |
|
|
92 |
97 |
95 |
91 |
95 |
96 |
94 |
SQ |
89 |
72 |
94 |
93 |
91 |
75 |
SQ |
|
|
|
|
|
|
|
18 |
90 |
90 |
90 |
97 |
90 |
80 |
93 |
39 |
90 |
98 |
|
|
4 |
2 |
|
10 |
SEBASTIANELLI STEFANO |
C |
80 |
29 |
4 |
10 |
|
2 |
1841 |
25 |
94 |
|
24 |
|
|
|
|
|
N.E. |
92 |
1 |
90 |
94 |
N.E. |
46 |
23 |
93 |
SQ |
91 |
94 |
90 |
94 |
78 |
90 |
90 |
90 |
90 |
67 |
SQ |
64 |
96 |
65 |
95 |
90 |
98 |
|
|
5 |
3 |
|
11 |
PAUPINI GIAN PAOLO |
A |
85 |
24 |
2 |
5 |
1 |
2 |
1790 |
29 |
85 |
90 |
70 |
|
|
45 |
56 |
86 |
74 |
63 |
90 |
60 |
22 |
84 |
45 |
80 |
|
14 |
SQ |
94 |
90 |
21 |
69 |
35 |
25 |
63 |